L’Uomo nella scatola 00000000


kandinsky
Parte prima
-prima stesura-425

“Papà ho visto un uomo che entrava in una scatola”, disse Key rientrando in casa.
Il padre stava apparecchiando la tavola, gli rispose che era in ritardo e di sbrigarsi a venire a tavola.
“Sei in ritardo di almeno un’ora, dov’eri finito?”, disse.
“Te l’ho detto, ho visto un uomo che entrava in una scatola e sono rimasto a vedere se usciva”, rispose Key, mentre si metteva a sedere a tavola.
“Hai aspettato un’ora davanti ad una scatola per vedere se ne usciva un uomo?, chiese il padre mentre gli buttava nel piatto l’omelette, già tagliata a fettine come una torta di compleanno.
“Detto cosi mi fai passare per matto. Prima avevo visto un uomo che ci entrava”, disse Key addentando una fetta di omelette.
“Nella scatola? Sarà stato un barbone e probabilmente si è addormentato li, oppure ci morto li dentro. Ha sentito che era il momento e ha preferito andarsene facendolo lontano da occhi indiscreti”, disse il padre sorridendo, mentre infilzava con la forchetta la sua porzione di omelette.
“Non credo propio, è poi non era una barbone”.
Il padre smise di mangiare per un attimo e fissò lo sguardo su Key, “E tu come lo sai? Come lo sai che non era un barbone?”
“Era vestito molto bene, è raro vedere qualcuno vestito in quel modo, aveva anche una bombetta, sai quei cappelli con una semisfera sopra? Come il pianeta Saturno tagliato in due”, rispose Key che intanto aveva finito l’omelette ed era passato al formaggio.
“So cos’è una bombetta e so che non assomiglia neanche lontanamente a Saturno, nemmeno tagliato in due. Casomai assomiglia ad un disco volante”.
“Si, perchè tu hai visto i dischi volanti?”, chiese Key ridendo.
“Non te l’ho mai detto?”
“No”.
“Si, ne ho visti almeno due in vita mia e assomigliavano decisamente ad una bombetta”.
“Abbiamo del vino?”, chiese Key facendo l’indifferente.
“Si, prendilo, è nella credenza”.
“Dici sul serio?”, chiese Key stupito.
“Certo che dico sul serio. Fammi un favore, prendimelo che voglio farmi un bicchiere prima di ascoltare la tua storia. E forse dovresti fartene mezzo anche tu visto come sei agitato”.
Key era contento di quella offerta per svariate ragioni, prese la bottiglia già a metà e due bicchieri. Questa volta erano toccati uno con i Puffi e uno con Kandinsky.
Key servì prima suo padre, riempiendogli il bicchiere dei Puffi e poi suo padre servi Key riempiendo per metà il bicchiere di Kandinsky.
“Grazie Pax”, disse Key sorridendo.
“Alla salute Key!”, rispose Pax, “avanti, racconta ora, ti ascolto”.

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