L’Uomo nella scatola 00000001


Parte seconda
– prima stesura-421

“Beh? Siamo pronti?”, tra i due il più eccitato sembrava proprio Pax. Li fermo, con una mano sulla porta aperta e il busto leggermente inclinato verso l’uscita.
“Eccomi, eccomi, sono pronto”.
“Hai preso tutto?”, gli chiese Pax guardandolo dall’alto dei suoi, quasi, due metri di altezza.
“Credo di si, e tu?”.
“Credo di si, ma andiamo altrimenti poi ci viene sonno e questa cazzata non la facciamo più”,  disse Pax, accompagnando l’incitamento con una robusta pacca sulle spalle di Key.
Aveva appena smesso di piovere e nell’aria c’era un forte odore di umidità. Troilly è un piccolo paese posto sulla cima di una ampia collina vicino al Mare del nord.
Piove un giorno no e cinque si, d’estate. D’inverno è un pò peggio ma tutto sommato, delle persone rimaste, nessuna si è mai lamentata più di tanto. Il paesino infatti, se non si nutrono particolari preconcetti verso i paesi di mare posti su ampie colline, offre numerosi aspetti positivi: Il silenzio ad esempio, o meglio esclusimamente il suono del mare quando agitato, come di solito è, in effetti; il suono del vento e una particolare atmosfera noir. Troilly conta 1555 anime.
Sparsa su una superfice di circa 1 Km di raggio, Troilly è costituita tanto di strade e stradine tortuose, quanto di ampi giardini, piazzette e posticini tipici, nonche i classici edifici: Comune, Prefettura, Scuola, Ospedale, Chiesa e naturalmente il Cimitero.
In questo contesto i nostri due eroi stavano discendendo una delle sue stradine toruose, al buio e con uno zaino a testa sulla schiena.
“Punta la torcia davanti a te e non sui tuoi piedi, altrimenti vai a sbattere contro qualcosa”, Pax era un esperto del viaggiare con il buio. Sosteneva che era in grado di correre in una foresta di notte senza inciampare mai, bastava applicare il passo del guerriero, ovvero più o meno una corsa a piccoli ma alti saltelli.
Key non aveva ancora avuto la fortuna di assistere ma ci credeva e si riprometteva spesso di chiedere a Pax di insegnarglielo.
“Non sono ancora sicuro di volerlo fare”, disse Pax. Ora camminavano fianco a fianco. La strada era leggermente illuminata da un lampione.
“Perchè?”, gli chiese Key
“Paura, tu non ne hai?
“Si, parecchia ma anche molto curiosità”, Key alzò lo sguardo verso il padre.
“Già, è sempre quella che ti frega”, sispose Pax, “Beh, ormai ci siamo quasi, sistemiamoci i vestiti, lo sai che al nostro ospite non piacciano quelli trasandati”.
L’oscurità li inghiottì all’improvviso, appena la luce del lampione fu troppo debole per opporvisi.

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