L’Uomo nella scatola 00000010


scogliera
Parte terza
-seconda stesura-455

Forse è meglio, a questo punto, fare una precisazione e un passo indietro.
Chi vi sta raccontando questa incredibile storia è un gatto. Si proprio un gatto, nero per essere precisi. Quelli che, a volte, potete vedere attraversare la strada davanti alla vostra macchina. Vorreste sapere se porta davvero sfortuna un evento del genere? Beh ve lo direi ma putroppo questo non è ne il momento ne il contesto giusto, non vi pare? Posso solo precisare che, almeno per quanto mi riguarda, ma sono convinto valga anche per gli altri mie simili, mi considero fortunato, in tale occasione, ad attraversare la strada tutto intero. Vorrei dirvi di più su di me, ma anche in questo caso questa non è l’occasione giusta; magari se in futuro avrò la possibilità potrei decidermi a scrivere una biografia. Vi assicuro che sarebbe di sicuro interesse. Ma torniamo alla storia che sto raccontando. Torniamoci facendo un passo indietro temporale di circa una quindicina di giorni.
Pioveva, e come capita a volte a Troilly quando piove veramente come Dio la manda, torrenti impetuosi circolavano indisturbati per i vicoli contorti fregandosene sia dei sensi unici che della segnaletica stradale. Pax e Key decisero di andare insieme alla scatola. Key spinto da spirito umanitario e Pax per verificare che suo figlio non fosse andato fuori di testa.
“Sto facendo una cazzata a darti retta ma farei una cazzata maggiore a lasciarti andare da solo con questo tempo”, Pax si era rivestito di controvoglia, aveva avuto una giornata pesante e si era già stravaccato sul divano in pigiama a leggere. Il temporale lo aveva risparmiato lungo la strada di ritorno ed ora uscire di nuovo sotto tutta quell’acqua era l’ultima cosa che avrebbe voluto fare. Ma come spesso accadeva, era di nuovo li, appoggiato con una mano alla porta di ingresso aperta con il busto leggermente inclinato verso l’uscita ad attendere Key che fosse pronto.
“Eccomi, eccomi, per uno che non ha voglia di uscire hai tanta fretta”
“Si, ho fretta di finirla con questa storia dell’uomo nella scatola e tornarmene a leggere sul divano. Anche se davvero ci fosse un uomo elegante che vive in una scatola è probabile che con questo tempo non ci apra nemmeno e anzi ci mandi a quel paese”.
“Se fosse una sua scelta, per me sarebbe sufficiente, potrei tornarmene a letto più tranquillo e dormire, ma fintanto non me ne sono accertato non riesco a non pensarci”.
“Forza allora, io sono pronto, sto aspettando solo te”, disse Pax, rivolgento un sorriso al figlio.
“Prendo qualcosa da mangiare e sono pronto anche io. Magari ha fame”.
“C’è rimasta dell’omelette di ieri, è ancora buonissima, prendi quella e del pane”.
“Prendo anche una bottiglia di vino?”, chiese Key
“Fa come ti pare, basta che andiamo”.

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