L’Uomo nella scatola 00001000


frankjunior
Parte nona
-prima stesura-476

“Me-Linda. Il mio nome è Me-Linda, si pronuncia Melinda e non Me-Linda, e il vostro?”, la piccola sfera li precedeva attraverso il lungo corridoio. Questo veniva illuminato con lo stesso sistema visto scendendo le scale nella botola. Creava un effetto particolare. Un bagliore bluastro più grande che si muoveva lentamente attraverso il corridoio buio, preceduto da una sfera luminosa più piccola di colore tra il viola e il blu scuro in continuo movimento, con striature azzurre che più velocemente ne percorrevano la superficie, disegnando vortici e spirali.
“Io sono Pax e lui è mio figlio Key.” Pax seguiva la piccola sfera e subito dopo Key.
“Posso rifarti la domanda ora?, l’unico rumore, oltre le loro voci, era quello delle scarpe sul pavimento di metallo.
“Cosa sono?”, chiese Me-Linda.
“Si”.
“Prima di tutto sono una donna, sono una compagna di viaggio e infine sono un innesto di personalita all’interno di una Sfera quantica.”
“Ti è chiaro vero Key?” chiese Pax al figlio
“Cosa ha detto?”, Key guardo il padre sinceramente perplesso
“Che è una donna.”, rispose Pax sorridendo.
“So cos’è una donna papà, quello che non ho capito è tutto il resto.”
“E dici di sapere cos’è una donna?”, Pax rise di cuore.
“Spiegarvi qui, in due parole, cosa è una Sfera quantica non mi sembra il caso. Prendetela per buona, se avremo tempo, cosa improbabile, potrei impiegare parte di esso per istruirvi sull’argomento.”, il corridoio procedeva ancora dritto, buio e sembrava non avesse fine.
Dopo un po di tempo passato in silenzio, il rumore delle scarpe sul pavimento di ferro, rapportato al dolce e leggero sibilo della sfera, parve insopportabile a Pax che senti il bisogno di dire qualcosa.”
“Ci manca ancora molto? Stiamo camminando in questo corridoio da un pezzo ormai? Devo iniziare a preoccuparmi?
“E preoccuparti di cosa? Che voglia uccidervi? rapinarvi? o chissà quale altra tremenda cosa. Siamo quasi arrivati, ma se avete cambiato idea, potete andarvene subito, sarò lieta di riaccompagnarvi alla porta.”
“Papà!”, escamò Key guardando in faccia il padre.
“Va bene, va bene, è più forte di me, sarà la vecchiaia. Più apprendi quello che ti circonda più diventi diffidente verso quello che non riesci a comprendere.”
“Oh, non ti preoccupare Key, tuo padre non mi recato offesa, se è questo che ti preoccupa. La mia era una semplice domanda. Ci sono alcuni vantaggi nell’innestare una personalità in una Sfera quantica, uno di questi consiste nel fatto che durante il passaggio della personalità la sfera filtra certi sentimenti che non ci appartengono ma che comunque ci distraggono dal resto e non li lascia passare.” Uno di questi era appunto, l’orgoglio. Me ne sono liberata.
“Sembra bello e utile”, disse Pax
“Si, molto utile.”, i colori principali della sfera, il viola e il blu scuro, rallentarono il movimento, mentre fecero l’opposto le piccole striature azzurre sulla superficie, “Ecco, ci siamo, quella porta li in fondo.”
Avanzarono ancora qualche decina di metri e arrivarono davanti a una porta aperta. Al di la della porta, c’era casa loro.

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